MEMORIE ATRIPALDESI

PALAZZO SESSA

 
INIZIA LA RISSA
Il portale
Piazza Umberto old
On. Nicola Adamo

    

L’inerzia del costruttore Amorino, che comunque apre il cantiere dopo quattro anni dal rilascio della licenza, viene rilevata, sia pure con ritardo, dall’autorità municipale che, nel dichiarare decaduta la licenza, in data 23 giugno 1978 – con provvedimento firmato dal sindaco Gerardo Capaldo - sospende i lavori. Il provvedimento del Primo cittadino viene immediatamente impugnato dal costruttore. L’Amorino, nel presentare ricorso contro l’atto del Sindaco, sostiene che il Comune - nel rilasciargli la licenza - aveva condizionato l’operatività della stessa al preventivo nulla osta della Soprintendenza per l’ormai ben nota questione del portale. Di conseguenza, non si poteva dare inizio ai lavori se non quando la Soprintendenza - sostiene il costruttore - si fosse espressa sul progetto. Cosa che avviene il 30 aprile 1977. E’ da questa data, secondo l’Amorino, che inizia a decorrere il previsto termine dei dodici mesi prescritto dalla legge urbanistica entro cui bisogna rendere operante la licenza per non incorrere nella sua decadenza. I lavori, in effetti, prendono il via nell’aprile del 1978, cioè non oltre un anno dal nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza. La tesi del costruttore viene in prima istanza accolta dal Tar che il 6 settembre 1978 sospende l’esecuzione del provvedimento con cui il sindaco di Atripalda aveva bloccato il cantiere dell’Amorino. In tutto questo gioco di carta bollata, di notifiche, di atti giudiziari si “intrufola” di nuovo la Soprintendenza che, continuando a sbalordire per il suo operato, indirizza al Comune di Atripalda una lettera in cui “prega” il Sindaco di fornire notizie in ordine alla ditta che va eseguendo i lavori di demolizione del vecchio “palazzo Sessa” e chiede altresì di avere restituita copia del proprio parere espresso nel 1977. Siamo in pieno bailamme. La Soprintendenza - che nell’aprile del 1977 aveva preferito rivolgersi direttamente al costruttore - ora “ignora” persino le generalità dello stesso costruttore e, cosa più grave, chiede al Comune di Atripalda la fotocopia del parere che in precedenza essa Soprintendenza aveva espresso sulla questione. In merito a questo discutibile comportamento della Soprintendenza – la cui corrispondenza, ora inoltrata al Comune ed ora al costruttore, è alla base di quello che venne definito dalla stampa un “maledetto imbroglio” - arriva un’interrogazione alla Camera dei Deputati dal parte dell’on. Nicola Adamo.