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| Metanodotto, Legambiente accusa D’Ercole | Il Mattino | 07-10-2004 |
Uno scontro a distanza fra Legambiente e
Franco D’Ercole, consigliere regionale di An. Alla presa di posizione
dell’esponente politico, che si è dichiarato favorevole alla realizzazione del
metanodotto nel Serinese, fa da contraltare l’opinione opposta del circolo Ekos,
col responsabile irpino, Rosario Caravano.
"Rimaniamo sorpresi - afferma il rappresentante ambientalista - della
superficialità che sembra accompagnare l’assenso del consigliere regionale alla
realizzazione della mega-opera che, oltre ad essere contrastante con la linea
del circolo locale di Alleanza nazionale, è rivelatore dell’assenza di
conoscenze scientifiche per la comprensione dell’evento, delle sue implicazioni
economiche, sociali e culturali".
Legambiente chiede a D’Ercole d’interpellare esperti della materia, come la
stessa associazione ha fatto, schierandosi poi dalla parte delle comunità
serinesi, che puntano sulla vocazione turistica del territorio per crescere
economicamente.
LA CITTA' (agosto 2004) - Finirà sul tavolo del neo commissario
all'Ambiente dell'Unione Europea, il greco Stavros Dimas, la vicenda legata al
progetto per la realizzazione di un metanodotto nell'area protetta del parco dei
Monti Picentini. Il tracciato del metanodotto (destinato ad alimentare la
centrale termoelettrica che dovrebbe essere realizzata nella zona industriale di
Salerno) attraversa in particolare i comuni di Serino e Giffoni Valle Piana.
Contro la realizzazione dell'impianto si costituito in questi giorni il
''Comitato di Azione Popolare'' per la salvaguardia del territorio del Parco dei
Picentini. Il comitato è presieduto da Tommaso Tedeschi, vicepresidente del
coordinamento regionale del Turismo di Confindustria, e ha come obiettivo la
salvaguardia del paesaggio. Con la realizzazione del metanodotto - sostengono i
rappresentanti dei comitati spontanei di protesta - saranno abbattuti migliaia
di castagni secolari nonché parte di una rara ''faggeta depressa'', tutelata
dalla normativa europea in quanto specie di importanza comunitaria. Il faggio
specie oceanica si sviluppa solitamente tra gli 800 e i 1000 metri mentre questa
particolare varietà vegeta ad una quota di 375 metri, ben al di sotto dei
livelli normali. "Il metanodotto - sottolineano i rappresentanti dei comitati -
può costituire anche un pericolo all'economia della zona, incentrata sul turismo
degli escursionisti e degli amanti dell'ambiente".