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Frane, via al piano di monitoraggio Il Mattino 23-08-2004

Il Comune di Ariano Irpino sta effettuando un monitoraggio sul territorio per individuare con esattezza il fenomeno frane. Con il Genio Civile ha firmato un protococllo di intesa per avviare subito i lavori di consolidamento per il bacino del Cervaro. Ma anche altri enti si muovono con lo stesso obiettivo. Per ridurre i danni già provocati dal dissesto idrogeologico nel bacino dell’Ufita si è intuito che occorre non solo coordinare gli interventi tra i vari enti operanti sul territorio (Consorzio di Bonifica, Comunità Montana, Genio Civile, comuni), ma anche responsabilizzare i singoli produttori agricoli, che, in molti casi, devono necessariamente modificare le produzioni agricole. Insomma, valgono anche qui le regole che l’ingegneria naturalistica tenta di applicare in altre parti d’Italia. Sono stati questi i suggerimenti dei tecnici del Genio Civile di Ariano Irpino in vista della stagione autunnale e di una possibile ripresa delle piogge torrenziali. Il fatto grave - è stato più volte precisato - è che la copertura vegetale del bacino è costituita quasi totalmente da manto erboso con sporadiche macchie arboree a bassa densità. Solo sul monte Molara e monte Trevico è rinvenibile una copertura a bosco di conifere, mentre sono stati eseguiti sporadici rimboschimenti in altre aree del bacino. La coltura più praticata è, invece, il seminativo. In assenza di bosco non vi è stata quindi l’azione regimante mediante intercettazione delle precipitazioni e la riduzione della velocità di ruscellamento utili ad evitare l’instaurarsi di erosioni e franamenti. In un piccolo bacino come questo la copertura forestale e le componenti connesse esercitano, fra tutte le variabili dipendenti, la maggiore incidenza sulla portata dei deflussi rispetto ai bacini con superficie superiore agli 80.000 kmq, ove la portata dipende principalmente dall’altezza e durata della pioggia e dalla pendenza dei versanti. Per questo, senza boschi, si provoca il dissesto. Si intuisce da sè che la funzione dell’uomo è fondamentale. Ma più ancora: ci vuole una conoscenza precisa dei rischi che si continuano a correre. Da qui l’esigenza del monitoraggio dell’intera zona e la necessità di un coordinamento tra tutti gli enti per poter fronteggiare le varie situazioni ed intervenire con cognizione di causa. Troppo spesso, infatti, frane e dissesti sono stati causati dalla mancanza di conoscenza del territorio.