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| "Sì, è lo scheletro di Cavaniglia" | Il Mattino | 25-08-2004 |
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Per lui, per Don Diego Cavaniglia, conte di Montella, valoroso cavaliere, prediletto del re Alfonso D'Aragone, animatore della vita mondana del Rinascimento napoletano si è "scomodato" il massimo esperto italiano di anatomopatologia il professor Gino Fornaciari docente dell'università di Pisa, lo studioso che ha esaminato le spoglie di Sant'Antonio da Padova, del poeta Petrarca, attualmente impegnato a frugare tra le salme della famiglia dei Medici alla ricerca di particolari sfuggiti finora, di segreti che la storia cela dentro i sepolcri. Lo scheletro del leggendario cavaliere è stato rinvenuto la scorsa primavera nel convento di San Francesco a Folloni, a Montella. E precisamente sotto il pavimento antistante la sacrestia. Nel complesso monastico di Montella la moglie Margherita Orsini aveva fatto innalzare un monumento sepolcrale in sua memoria, divenuto qualche anno fa, su interessamento di alcuni studiosi tra i quali il giornalista Aldo De Francesco, "monumento dell'Amore". Per due giorni il professor Fornaciari, insieme ad altre due studiose della sua equipe: Angelica Vitiello e Sara Giuliani ed a Marielva Torino, medico odontostomatologo e paleopatologo è stato nel convento per esaminare lo scheletro di Don Diego. Ha allestito un vero e proprio laboratorio per svelare i misteri di un giallo lungo cinque secoli. In un'altra stanza del convento la dottoressa Lucia Portoghesi esamina, con fare certosino, da un mese i tessuti che coprivano le spoglie del cavaliere. Padre Agnello che tanto si sta adoperando per ridare un'anima allo scheletro vigila su ogni cosa. Questo ritrovamento ha tutti i presupposti per far valicare la leggenda di Don Diego oltre i confini irpini, accrescendone la fama e si spera anche il flusso turistico alimentato dall'epopea del cavaliere. Il professor Fornaciari spiega cosa ha già scoperto a proposito del valoroso cavaliere morto a seguito delle ferite riportate nella battaglia d'Otranto nel 1481 e perché ha accettato questo studio pur trattandosi un personaggio minore. "Abbiamo acquisito una serie di informazioni - spiega Fornaciari - che ci consentono di affermare che si tratta dello scheletro del conte Cavaniglia. C'è un giallo intorno al suo decesso, si parla di una freccia avvelenata, ancora non siamo in grado di dipanare questo dubbio: non abbiamo trovato segni di un dardo nelle ossa, ma ciò non toglie che sia morte a seguito della ferita di una freccia che ha colpito i tessuti molli. Attendiamo l'esito dell'esame tossicologico sui denti per scoprire se c'è stato un avvelenamento. Ho accettato di venire in Irpinia con interesse perché questo personaggio mi permette si approfondire molti aspetti della vita degli Aragonesi che io ho già studiato negli anni '80 quando però non avevo a disposizioni le tecniche innovative che si utilizzano oggi. Basti pensare che con metodi morfologici, ad esempio attraverso gli attacchi muscolari si possono capire gli stili di vita". |
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