CITTA' DI ATRIPALDA

 

                                                AULA CONSILIARE

                                       medsitalia      cialis farmacia      Disfunzione erettile      viagra generico prezzo      cialis vendita contrassegno     

UN ASSESSORE "PUPO" IN... GIRO PER IL MERCATO

05-12-2003 - La maggioranza consiliare ostinatamente si è opposta alla richiesta dei gruppi di centrodestra di revocare la delibera di Giunta relativa al trasferimento del mercato settimanale da Piazza Umberto in contrada Santissimo, trasferimento che - attuato in vista dei lavori di rifacimento della piazza - appare immotivato in considerazione del fatto che i lavori stessi dovrebbero avere inizio nell'estate prossima. Sulla delocalizzazione della fiera del giovedì, in discussione da diversi mesi all'interno della maggioranza prima che si giungesse a metterla in atto, la Giunta ulivista ha palesato grande improvvisazione, esponendosi a forti contestazioni da parte di sindacati di categoria, cittadini e commercianti. In tutta la vicenda - caratterizzata da una serie di "ripensamenti" e "giri di valzer" - a rimetterci la faccia è stato l'Assessore al Commercio il cui operato è apparso a tutti telecomandato da una regia non eccessivamente... occulta, tanto da... meritare, lo sprovveduto amministratore comunale, l'appellativo di "assessore pupo". L'aspetto più inquietante è rappresentato dal fatto che il provvedimento di trasferimento è stato adottato sulla base di una semplice relazione dell'Ufficio tecnico del Comune, senza la preventiva consultazione del Consiglio comunale, come prescrive la legge regionale. A margine della decisione adottata dalla maggioranza, va rilevato che mille cittadini di recente hanno promosso un referendum popolare per stabilire se il mercato del giovedì debba rimanere o meno in Piazza Umberto dove si svolge dal lontano 1272, come risulta da atti legati a re Carlo d'Angiò. Questa circostanza dovrebbe suggerire al sindaco Rega di fermare ogni procedura in atto e di attendere il responso del referendum - che dovrebbe celebrarsi nel prossimo mese di aprile - in modo tale da poter dare inizio ai lavori della piazza a risultato referendario acquisito (il che potrebbe risultare utile ai fini della redazione del progetto esecutivo) provvedendo al trasferimento del mercato nell'immediata vigilia dell'apertura del cantiere. Questo significa ragionare secondo logica. Ogni diverso comportamento appare pretestuoso e finalizzato al raggiungimento di interessi particolari.

PRESSIONE FISCALE INSOPPORTABILE

20-10-2003 - In sede di "aggiustamento" del bilancio comunale, la Giunta ulivista ha ritoccato alcune voci e così, per far tornare i conti, ha tolto denaro - già preventivato - agli anziani ed ai giovani ed ha impinguato le spese di rappresentanza. Una scelta unicamente scellerata che, unitamente alla maggiorazione del 25% del "servizio rifiuti", indica quanto bassa sia la cultura di governo dell'Ulivo atripaldese. Gli amministratori del centrosinistra, anziché preoccuparsi di ridurre i costi dei servizi pubblici (metano, pubblica illuminazione, erogazione acqua) con appositi accorgimenti che pure sono stati suggeriti dall'opposizione di centrodestra non sanno fare altro che appesantire gli oneri a carico della cittadinanza.

LA TRASPARENZA NON APPARTIENE ALL'ULIVO

30-09-2003 - Con il voto unanime dell'aula l'Amministrazione comunale ha approvato il programma di valorizzazione del Centro storico per il quale sono previsti notevoli interventi finanziari da parte della Regione. Ancora una volta la maggioranza ulivista non si è sottratta alla discutibile procedura di conferire l'incarico tecnico con la chiamata "diretta", procedura che sicuramente è incompatibile con i principi fondamentali di trasparenza e di corretta gestione della cosa pubblica.

UNA TELENOVELA LUNGA QUANTO IL... MERCATO

25-07-2003 - ll Consiglio comunale di Atripalda – convocato al di fuori di quanto espressamente previsto e prescritto dal regolamento consiliare in fatto di sedute estive dell’assise cittadina – ha ascoltato dall’assessore Pacia l’informativa sul trasferimento del mercato del giovedì.   Quella della delocalizzazione del mercato è una telenovela che va avanti da lunghissimi mesi tra una serie di pensamenti e ripensamenti, dovuti all’incapacità dell’intero Esecutivo di dare una soluzione alla querelle, dato per scontato  che le responsabilità della confusione creatasi in questo importante settore dell’economia cittadina non possono ricadere soltanto ed esclusivamente sulle spalle e la faccia di Pacia, ultimo anello di una catena estremamente fragile in fatto di cultura amministrativa. La discussione di questa sera ha preso il via dalla riunione dei capigruppo convocata dallo stesso Pacia il 4 luglio scorso. In quella sede venne fuori il duplice orientamento della maggioranza in ordine alla opportunità di sottoporre il provvedimento del trasferimento del mercato al vaglio del Consiglio comunale: contrari a questo passaggio istituzionale, previsto dalla legge, il sindaco Rega e l’assessore Aquino, favorevole a giungere in aula con una proposta da sottoporre al voto dell’assemblea l’assessore Pacia. Alla fine, ipotizzando di aver risolto con un escamotage  questo dualismo procedurale, il Primo cittadino ha portato in Consiglio una “informativa” e non una proposta,  mortificando la dignità dell’intero Consiglio comunale.  Ritorniamo alla riunione dei capigruppo del 4 luglio scorso: al termine di quell’incontro, Pacia si impegnò con i rappresentanti dei gruppi consiliari a tenere con gli stessi un nuovo incontro al fine di andare in Consiglio comunale con una proposta unitaria. Il che non è avvenuto, anzi c’è di peggio sul piano della trasparenza istituzionale. Nel pomeriggio dello stesso giorno, a fronte dell’impegno assunto in mattinata dall’Assessore, vennero contattati telefonicamente  dagli uffici comunali – evidentemente per conto dello stesso Pacia – gli ambulanti “anziani”  per servizio ai quali dalla normativa vigente viene riconosciuta la priorità della scelta del nuovo “sito” in caso di delocalizzazione del mercato.  A parte il fatto che non tutti gli “anziani” sarebbero stati contattati, c’è da segnalare – come riferiscono i rappresentanti della Confcommercio, le cui posizioni sono ben distinte e distanti dall’Assocampania – che gli ambulanti convocati presso il Comune, titolari della facoltà  di scelta,  al momento dell’indicazione dei “siti”  avrebbero avuto l’amara sorpresa di sentirsi dire che gli stessi  erano stati  già assegnati. A chi?  Al di là della correttezza procedurale dell’intera vicenda, in ordine alla quale la Confcommercio starebbe svolgendo accertamenti di natura legale, l’informativa dell’assessore Pacia – corredata di una relazione tecnica firmata da un dipendente comunale il cui profilo professionale sarebbe in contrasto con l’incarico avuto – avrebbe dovuto fornire al Consiglio spiegazioni in ordine al perdurare dell’esilio “coatto” degli ambulanti di via Fiume in contrada Santissimo considerato che: a)  i lavori di rifacimento di arterie stradali che imposero il “momentaneo” trasferimento da via Fiume sono di fatto terminati nel mese di marzo; b) dei lavori di riqualificazione di Piazza Umberto - la superficie maggiore del centro urbano destinato a fiera - non si ha notizia certa. L'Assessore su questi punti essenziali è stato molto vago.

UNA SINISTRA  A... DOPPIA SENSIBILITA'

02-07-2003 - Una Sinistra senza identità quella che, nell'ambito della maggioranza ulivista, opera nel Consiglio comunale di Atripalda. Di fronte alla richiesta avanzata nell'ultima seduta del civico consesso dal gruppo di Forza Italia-Alleanza Nazionale di organizzare un incontro presso il Palazzo di Città tra l'Amministrazione comunale e le rappresentanze aziendali e sindacali della sede di Atripalda della "Valtellina s.p.a." i cui dipendenti vivono momenti di grande difficoltà, i Ds hanno preferito un percorso... alternativo e meno impegnativo. Respingendo l'iniziativa del centrodestra, finalizzata a porre l'Ente locale nelle condizioni di conoscere le reali cause di quanto sta avvenendo nella ditta di via Pianodardine dove prestano servizio cinquantadue dipendenti,  i rappresentanti della Quercia si sono "accontentati" di inoltrare ai lavoratori che rischiano di finire sul lastrico un attestato di solidarietà che non poteva non essere sottoscritto dall'intero Consiglio comunale, manifestando subito dopo e con enfasi, in ordine ad altro argomento all'ordine del giorno, tutta la loro sensibilità per i cani ospiti del rifugio cittadino. Ogni commento risulterebbe superfluo.

OMBRE SUL PIANO REGOLATORE GENERALE

16-05-2003 - La Giunta ulivista del Comune di Atripalda, a distanza di un anno dall'entrata in vigore del nuovo Piano Regolatore Generale della città, ha rimesso in... cantiere lo strumento urbanistico apportando una variante sostanziale che consentirà ulteriore cementificazione in quartieri già al limite della vivibilità.  E' il caso di Contrada Spagnola. Con una discutibile ridistribuzione dei vani previsti dal Prg, l'Esecutivo di centrosinistra, a colpi di maggioranza, ha modificato - senza ascoltare le parti sociali (ambientalisti, categorie, cittadini) - l'assetto del territorio, suscitando forti reazioni da parte delle minoranze consiliari di centrodestra e  forti critiche da parte del progettista del Piano, escluso in questa fase che è stata curata dall'Ufficio Tecnico Comunale su indicazione dell'assessore all'Urbanistica. Proprio in considerazione del giudizio negativo espresso dal progettista alla variante approntata dalla Giunta, i gruppi di centrodestra hanno chiesto al Sindaco di avere un incontro in aula con il tecnico che ha curato la stesura del Piano Regolatore Generale e che, commentando la variante, ha parlato di "interessi forti". La maggioranza, temendo evidentemente il confronto con il progettista, nel corso di un accesso dibattito consiliare si è opposta caparbiamente alla richiesta delle minoranze che per  protesta hanno abbandonato l'aula.

UN BILANCIO SENZA CULTURA MANAGERIALE

16-04-2003 - L'Amministrazione ulivista ha approvato il bilancio di previsione per il 2003. Uno strumento finanziario carente di iniziative valide per la città, perché sorretto da una scarsa cultura manageriale. Gli esponenti del centrosinistra, per giustificare  le difficoltà finanziarie del Comune, non hanno saputo fare altro che addebitare tale situazione alla restrizione dei trasferimenti di fondi da Roma alla periferia, facendo finta di ignorare o ignorando addirittura che le restrizioni sono state imposte dal Governo europeo e che il primo interprete di questo nuovo corso è stato un Governo di centrosinistra, quello di Amato-D’Alema. I Consiglieri di Forza Italia-Alleanza Nazionale hanno messo in evidenza l'incapacità della Giunta ulivista di ottimizzare le risorse locali e di razionalizzare le spese. Ottimizzare le risorse locali vuol dire: a) rendere “produttivo” per le casse comunali l’uso del parco pubblico, del parco Acacie, del parco archeologico, del centro servizi PMI; b) ottenere dai privati – nell’interesse del Comune - congrui rimborsi in sede di concessione di servitù e/o cessione di suolo pubblico; c) utilizzare lo strumento delle sponsorizzazioni da parte dei privati per  determinate iniziative comunali (cartellonistica, manifestazioni ludiche e culturali, ecc.); d) verificare il livello dell’evasione fiscale. Razionalizzare le spese vuol dire: a) ridurre il fenomeno del ricorso ad incarichi esterni che, aggravando i costi di gestione e mortificando la professionalità dei dipendenti, fanno sorgere il sospetto di favoritismi; b) contenere la litigiosità del Comune sulle cui casse pesa un voluminoso contenzioso, per giunta curato sempre dai soliti professionisti; c) razionalizzare la fiera del giovedì, imponendo agli ambulanti di lasciare libere da rifiuti le superfici che occupano: l’operazione di spazzatura curata dal Comune al termine del mercato comporta impiego di personale e quindi oneri per le casse municipali; d) evitare, in considerazione della precarietà finanziaria, spese di facciata il cui costo, alla fine, ricade sui contribuenti; e) adeguare la rete Enel ai parametri anticonsumo; f) ridurre le spese dell’apparato politico-istituzionale: in considerazione della precarietà finanziaria, risulta immotivato l’attuale numero degli assessorati. Perché non accorpare Lavori pubblici e Urbanistica, Pubblica Istruzione e Cultura? g) ridurre il persistente e deprecabile fenomeno dell’assistenzialismo per dare maggiore spazio all’assistenza. Quali le conseguenze di questa incapacità gestionale? a) la pressione fiscale aumenta (maggiorazione Ici, addizionale Irpef  elevata); b) il ricorso ai mutui fa lievitare l’indebitamento; c) i servizi sociali vengono penalizzati (come ha denunciato di recente la missione dei Francescani). Sulla oggettiva precarietà finanziaria del Comune si innesta una strisciante crisi politica all'interno della coalizione di maggioranza, circostanza questa che rende ancora più difficile il quadro politico-istituzionale. Il tutto sconfessa una certa immagine di efficientismo che pure si pretende di assegnare alla Giunta targata Rega-Capaldo.