CITTA' DI ATRIPALDA 

 

GRUPPO CONSILIARE FORZA ITALIA - ALLEANZA NAZIONALE 

CORRISPONDENZA DEL CAPOGRUPPO

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MERCATO - LETTERA APERTA AL SINDACO

25 novembre 2003

Preg.mo
Signor Sindaco
ATRIPALDA

Alla vigilia della delocalizzazione del mercato del giovedì in contrada Santissimo avverto la necessità – in qualità di Suo antagonista diretto nelle elezioni del maggio 2002 – di significarLe le mie perplessità in ordine al provvedimento adottato dalla Giunta da Lei presieduta e forse da altri concepito. Mi rivolgo a Lei attraverso la stampa visto che non si è ritenuto  doveroso sottoporre al vaglio dell’aula consiliare un argomento tanto sentito dalla popolazione della nostra Città, contravvenendo così facendo ad una specifica legge regionale (la n. 1 del 7 gennaio 2000) la quale recita testualmente: “Il trasferimento di un mercato nell’ambito del territorio comunale, la modifica della composizione dell’organico, la diminuzione del numero dei posteggi, la diminuzione della periodicità nonché  la variazione del giorno in cui si effettua il mercato, sono deliberati dal Consiglio comunale con le stesse modalità previste per l’istituzione di nuovi mercati”. Sarebbe stato logico pervenire al provvedimento in oggetto sulla scorta di una specifica delibera consiliare, dopo aver ascoltato – con procedura collegiale – le categorie interessate, a partire dai cittadini di contrada Santissimo destinatari inermi di un atto municipale illogico, intempestivo e quindi incomprensibile. Così non è stato e da qui sorgono i dubbi sulla correttezza del provvedimento stesso che nei fatti realizza la delocalizzazione della fiera. Sostenere cosa contraria è semplicemente un espediente di basso conio. Se il trasferimento del mercato fosse legato – come si dice da parte di esponenti della maggioranza consiliare -  all’ipotizzata ristrutturazione di Piazza Umberto, il  provvedimento avrebbe una ratio ben comprensibile e condivisibile; poiché  il cantiere non aprirà i battenti in tempi brevi, l’atto adottato è, sul piano politico, viziato ad substantiam, fino ad apparire arbitrario ed audace al tempo stesso. Arbitrario in quanto, come detto, non gode del prescritto voto del Consiglio comunale, audace in quanto è motivo di malessere se non addirittura di turbativa per il quartiere cittadino coinvolto in questa singolare vicenda che, condotta fin dalle prime battute con molta superficialità ed approssimazione dal Suo Assessore al Commercio, è destinata ad alimentare polemiche nella nostra comunità. Lei, come sindaco della Città, del malessere che il provvedimento sta generando tra i cittadini ed i commercianti dovrebbe  pur farsi carico, non fosse altro che per la Sua provenienza da un’antica famiglia che ha contribuito – insieme ad altri operatori del settore – a rendere prestigioso nell’intera provincia il comparto del commercio atripaldese. Il provvedimento – illogico in quanto non sorretto dall’urgenza – risulta persino assurdo se si considera che viene posto in campo alla vigilia della stagione natalizia che rappresenta per i commercianti - come Lei pur dovrebbe sapere proprio per la Sua familiarità con tale categoria -  il momento finale di un intero anno lavorativo, fatto di rischi e problemi di varia natura, al quale si guarda con comprensibile attenzione. L’ipotizzata delocalizzazione, quindi, ottiene due obiettivi: turba la gente di contrada Santissimo e penalizza gli storici commercianti che operano in Piazza Umberto e dintorni. Mi chiedo e Le chiedo: si è resa conto di quello che sta facendo? Si è resa conto che è stata indotta a condividere un provvedimento che – legato solo apparentemente all’apertura del cantiere in Piazza Umberto – in realtà è finalizzato a togliere il mercato del giovedì dalla sua storica sede? La prudenza dovrebbe indurLa, con un atto che sicuramente sarebbe apprezzato dall’opinione pubblica, a riconsiderare la decisione arbitrariamente ed incautamente adottata. Le anticipo che giovedì prossimo verranno depositate presso gli uffici comunali le firme di circa mille cittadini di Atripalda che hanno risposto all’appello del comitato che ha promosso il referendum consultivo sul futuro del mercato del giovedì. Questa circostanza dovrebbe di per sé  spingerLa – se crede nei valori della democrazia e se il Suo mandato di Primo cittadino è libero da lacci e laccioli – a ritirare il provvedimento che da qui a qualche ora dovrebbe diventare operativo ed a rinviarne l’applicazione di qualche mese. Nell’esprimere solidarietà ai cittadini di Contrada Santissimo ed ai commercianti di Atripalda, confido in quella diligenza che chi ha l’onore e l’onere di guidare una città deve porre alla base di ogni azione amministrativa.

MERCATO - SIGNOR PREFETTO E' TUTTO IN REGOLA?

25 novembre 2003

SIGNOR PREFETTO
AVELLINO

Con delibera n. 121 del 4 agosto 2003 (“Organizzazione provvisoria mercati settimanali”), la Giunta comunale di Atripalda ha disposto il trasferimento del “mercato del giovedì” da Piazza Umberto in contrada Santissimo. Il provvedimento - che sarà operativo a partire dal 27 prossimo -  è in palese contrasto con quanto prescritto dall’art. 38 della L.R. n. 1 del 7 gennaio 2000 che testualmente recita: “Il trasferimento di un mercato nell’ambito del territorio comunale, la modifica della composizione dell’organico, la diminuzione del numero dei posteggi, la diminuzione della periodicità nonché la variazione del giorno in cui si effettua il mercato, sono deliberati dal Consiglio comunale con le stesse modalità previste per l’istituzione di nuovi mercati”. Nella fattispecie, quindi, il provvedimento municipale, che nei fatti realizza una modifica sostanziale del mercato in assenza di  comprovate esigenze,  risulta privo del prescritto voto dell’aula consiliare.Sottopongo alla Sua attenzione la questione per eventuali provvedimenti di Sua specifica competenza.Con osservanza.

CHE RAZZA DI SINDACO!

28 ottobre 2003

ALLA GIUNTA MUNICIPALE
COMUNE DI ATRIPALDA


Unicamente singolare la replica, o presunta tale, che il sindaco di Atripalda ha inteso dare alla richiesta di spiegazioni da me avanzata quale capogruppo di Forza Italia – Alleanza Nazionale in ordine alla mancata comunicazione all’aula dell’istanza del consigliere Capozzi di rinviare – compatibilmente con le esigenze dell’Ente – la discussione di argomenti riguardanti il bilancio perché impossibilitato a prendere parte alla seduta consiliare del 20 ottobre scorso in quanto febbricitante. Il sindaco Rega, nella risposta fornitami e ritenuta di vitale importanza per la vita dell’Ente tanto da essere inserita nella sezione “comunicati” del sito web del Comune, in buona sostanza dice questo: il consigliere Capozzi avrebbe dovuto formalizzare la richiesta per iscritto, sia pure via fax, e non con una telefonata raccolta dal vice sindaco, definito da Rega – indubbiamente con scarsa eleganza - “interposta persona”; il consigliere Capozzi, comunque, avrebbe dovuto avanzare la richiesta direttamente al Sindaco, conoscendone il numero di cellulare. Non essendo avvenuto tutto ciò, Rega amenamente conclude: “La comunicazione telefonica e per interposta persona mi ha resa perplessa nel dover dare consistenza ufficiale a quanto appreso”. Al sindaco Carmela Rega va ricordato che il Consigliere Capozzi impossibilitato a faxare perché bloccato a casa (peraltro “senza preavviso”) dall’influenza - ha avanzato la richiesta di rinvio contattando telefonicamente gli uffici comunali e, verificata l’assenza del Primo cittadino (circostanza da sempre ricorrente), ha trasferito la richiesta al vice sindaco e non certamente all’usciere. Quindi la storia del fax del Comune o del cellulare privato del sindaco cui il consigliere Capozzi avrebbe dovuto inoltrare l’istanza non sta né in cielo né in terra, ma semplicemente nella scarsa cultura di governo di questo sindaco che tale è non per vocazione ma per… devozione.  Poco rispettoso del Consiglio comunale (al quale, comunque, avrebbe dovuto trasmettere la richiesta di rinviare l’esame di argomenti finanziari avanzata da Capozzi), poco rispettoso del Consigliere comunale, poco rispettoso persino dello stesso vice sindaco considerato addirittura “interposta persona”, al Sindaco di Atripalda chiediamo di spiegare come mai il contenuto della sua replica è sovrapponibile a quella riversata alla stampa qualche giorno prima dal capogruppo dell’Ulivo Gerardo Capaldo (che in fatto di rispetto per il ruolo del vice sindaco ha poco da imparare dal Primo cittadino…) e dovrebbe dire come mai la risposta alla richiesta di chiarimenti in ordine a quanto accaduto porta la data del 25 ottobre, giorno di chiusura – perché sabato - degli uffici municipali. Quando definimmo questo Primo cittadino dell’Ulivo come il “sindaco del copia e incolla” evidentemente non si era in errore.

POCO RISPETTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

22 ottobre 2003

Preg.mo
Signor Sindaco
ATRIPALDA


In occasione della seduta consiliare del 20 ottobre u.s. erano assenti – come Lei ricorderà – i Consiglieri Sergio Capaldo, Carmine Capozzi e Attilio Strumolo impediti a partecipare ai lavori dell’assise cittadina da motivi di forza maggiore. Il Consigliere dott. Carmine Capozzi, qualche ora prima dell’inizio dei lavori consiliari, sentì il dovere, nel rispetto delle Istituzioni, di significare personalmente al Vice Sindaco - essendo Lei assente da Palazzo di Città - di non poter prendere parte al Consiglio comunale, avanzando al tempo stesso la richiesta di rinviare ad altra seduta la discussione in ordine agli argomenti relativi al bilancio comunale per poter fornire all’Amministrazione il suo contributo tecnico. Sempre il consigliere Capozzi invitò il Vice Sindaco a comunicare quanto sopra a Lei e quindi all’assise. Delle istanze del consigliere Capozzi non venne data informazione alcuna all’assemblea tanto che – in sede di interventi riservati ai Consiglieri, al termine della discussione degli argomenti iscritti all’o.d.g. – avvertii la necessità, in qualità di capogruppo consiliare di Forza Italia–Alleanza Nazionale, di giustificare l’assenza del Consigliere Capozzi e degli altri due colleghi di gruppo, intendendo così rimediare alla clamorosa omissione della Presidenza dell’assemblea. Quale spiegazione dare al Suo silenzio in aula? Due le ipotesi inizialmente formulate: o il Vice Sindaco non Le avrebbe trasferito il messaggio e la richiesta del consigliere Capozzi o Lei, volutamente, avrebbe ignorato messaggio e richiesta.  Si dà il caso, però, che il consigliere Capozzi ha accertato personalmente che il Vice Sindaco Le trasmise la comunicazione ricevuta. Pertanto, mi corre l’obbligo - in qualità di capogruppo consiliare di Forza Italia-Alleanza Nazionale - di chiederLe spiegazioni convincenti del Suo anomalo e quindi discutibile comportamento che, irriguardoso nei confronti di un componente del Consiglio comunale e dell’intero Consiglio comunale, ha posto lo stesso Vice Sindaco in una situazione alquanto imbarazzante per non essere stato in grado, comunque, di dare seguito alla comunicazione del consigliere Capozzi.

E' "SICURO" PALAZZO DI BENEDETTO?

23 giugno 2003

Preg.mo
Signor Sindaco
ATRIPALDA


Le rimetto, per Sua opportuna conoscenza, il documento (raccomandata r.r.) che la proprietaria (Signora Edda Di Benedetto) dell’unità immobiliare condotta in locazione da Alleanza Nazionale ha fatto pervenire al Presidente cittadino di detto partito politico. L’unità immobiliare in questione fa parte del condominio di Piazza Umberto contrassegnato con il numero civico 50.  Alla luce di quanto esposto dalla Signora Di Benedetto, evidentemente sulla base dei risultati di perizie tecniche, si evince che l’intero immobile – nel quale di recente sono stati registrati fenomeni di cedimento di solai - si trova in condizioni tali da non offrire sufficienti garanzie per la pubblica incolumità. Situazione questa che avevo già sottoposto alla Sua attenzione con corrispondenza del 2 novembre 2002. Pertanto, a prescindere da quanto deciderà l’assemblea condominiale di detto immobile, ritengo che l’Amministrazione comunale debba con urgenza, in attesa di eventuali ulteriori accertamenti da parte dell’Ufficio Tecnico, delimitare la superficie della piazza da riservare all’uso pubblico, a cominciare dallo svolgimento del mercato di giovedì prossimo.

MANCATA ATTUAZIONE DELLO STATUTO COMUNALE

05.05.2003

Preg.mo
Signor Procuratore della Repubblica
Tribunale di Avellino
AVELLINO

Preg.mo
Signor Ministro dell’Interno
ROMA

p.c. Preg.mo
Signor Sindaco
ATRIPALDA

p.c. Preg.mo
Signor Prefetto
AVELLINO


Il Comune di Atripalda, a distanza di oltre un anno dall’adozione dello Statuto, ancora non dispone del regolamento per lo svolgimento dei referendum popolari, come espressamente previsto dal Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali. La Commissione per gli Affari Istituzionali del Comune, legittimata a redigere il regolamento in oggetto, è stata istituita con delibera consiliare n. 42 del 15 ottobre 2002: soltanto in data 4 marzo 2003 si è provveduto alla sua costituzione da parte dell’Amministrazione comunale. Il 4 aprile u.s., dopo analoghe richieste fatte in Consiglio comunale, ho invitato formalmente il Sindaco, con diffida, ad attivare in tempi brevi i necessari strumenti amministrativi per consentire ai cittadini di intraprendere iniziative referendarie. Il 16 aprile u.s., al termine di una seduta consiliare, il Sindaco, in ordine all’attività della Commissione per gli Affari Istituzionali, mi ha significato con documento scritto testualmente: “Al più presto sarà convocata per poter iniziare i propri lavori”.  A tutt’oggi non si ha notizia della preannunciata convocazione. Risulta, comunque, anomalo il comportamento del Sindaco di Atripalda che, dopo oltre sei mesi dall’avvenuta istituzione, non ha reso ancora operativa la Commissione per gli Affari Istituzionali. Tale comportamento – di cui è stata data notizia scritta al signor Prefetto di Avellino - confligge con le elementari norme di democrazia e appare ancora più grave se si considera che i gruppi di minoranza consiliare (che sono espressione di una maggioranza di elettori atripaldesi superiore alla maggioranza consiliare del Sindaco) hanno espresso, come risulta dai verbali consiliari, la volontà di ricorrere alla consultazione popolare in ordine ad un determinato argomento di natura urbanistica che è stato oggetto di ampia discussione in città. Non è stato possibile fino adesso porre in essere la suddetta iniziativa a causa del comportamento del Sindaco di Atripalda, che – nel frattempo – potrà dare corpo all’ipotizzato disegno urbanistico, dimostrando di non aver in alcuna considerazione quanto emerso nel corso del dibattito consiliare. Si rimette quanto sopra alle Autorità in indirizzo perché valutino se nel comportamento del Sindaco di Atripalda non debbano ravvisarsi inquietanti motivi omissivi ed ostruzionistici, incompatibili con la tutela della democrazia, il rispetto delle minoranze consiliari e l’osservanza della legalità.

PAR CONDICIO SUL SITO WEB DEL COMUNE

30.12.2002

Preg.mo
Signor Sindaco
ATRIPALDA


In relazione alla risposta fornita all’interpellanza presentata il 4 settembre u.s. in ordine alla gestione del sito web del Comune, nel prendere atto della Sua volontà di assicurare alla minoranza un’adeguata presenza in questo innovativo strumento di comunicazione gestito dall’Ente locale, mi permetto di rappresentarLe l’opportunità di allestire per tutti i Consiglieri comunali una scheda personale (profilo: in termini tecnici) nella quale, unitamente alle informazioni di carattere politico e professionale, trovino spazio:
1) le iniziative consiliari (interpellanze e interrogazioni) del Consigliere;
2) l’eventuale recapito telefonico del Consigliere;
3) l’eventuale indirizzo di posta elettronica del Consigliere;
4) gli eventuali link di siti web gestiti dal Consigliere.
Quanto indicato è in sintonia con l’impostazione di moltissimi siti web comunali e non rappresenta un onere gravoso per il webmaster che – una volta archiviata la scheda-base dei singoli Consiglieri – potrà aggiornare la stessa con link che in rete richiamino documenti (interpellanze e interrogazioni) già digitati o acquisiti con scanner da operatori di altro servizio istituzionale.
In omaggio alla comune volontà di operare nel rispetto della par condicio, elemento di primaria importanza per la corretta e democratica gestione dell’Ente, Le significo la mia disponibilità a fornire al webmaster indicazioni di natura redazionale utili ai fini di una corretta impostazione di questa importante finestra del “nostro” sito web comunale.

NERVOSISMO DI CHI E' GIUNTO AL CAPOLINEA

07.12.2002


LETTERA APERTA AL CAPOGRUPPO DELL’ULIVO
GERARDO CAPALDO
Sperando di trovarLa con la mente sgombra da comprensibili motivi di eccitazione, rassegno a Lei, non infallibile capogruppo consiliare dell’Ulivo atripaldese, ed all’opinione pubblica cittadina qualche considerazione, sine ira, in ordine al Suo certamente non elegante eloquio avuto in aula (quella consiliare) e sulle pagine di generosi organi di informazione. Le dico subito che non rendo pan per focaccia e se Lei sceglie la strada dell’insulto per controbattere valutazioni e obiezioni che stranamente La turbano (noto che negli ultimi tempi la Sua reattività è giunta al diapason), personalmente preferisco attenermi ai fatti. Il Suo dire - mi consenta: oggettivamente scomposto e permeato di quella saccenteria posticcia tipica di chi coltiva il gusto di salire in cattedra per indicare al prossimo la via retta - meriterebbe valutazioni da parte di entità estranee al dibattito politico; le Sue divagazioni - che nulla hanno in comune con la corretta sia pure dura e aspra, come è giusto che sia in democrazia, dialettica parlamentare – potrebbero trovare, volendolo, ampia cittadinanza in aula (questa volta non consiliare), tanto esse sono andate oltre la decenza. Si dà il caso, però, che Lei – non infallibile capogruppo dell’Ulivo, giunto ormai al capolinea politico - deriva da una famiglia della quale chi Le scrive ha avuto da giovanissimo l’opportunità di conoscere belle figure, da una famiglia della quale chi Le scrive da giovane consigliere del Msi ha eletto sindaco di Atripalda un illustre e stimatissimo esponente, da una famiglia della quale un amatissimo (dal popolo di Atripalda) rappresentante condivide con chi Le scrive gli stessi banchi consiliari. E potrei continuare ancora lungo il sentiero di questi “memento”, sentiero che sicuramente non può condurmi altrove, laddove cioè il Suo dire per nulla urbano meriterebbe di approdare. Certi valori – mi perdoni: nobili valori - nascono con l’uomo, non maturano con l’uomo. In questi valori – e mi riferisco ai sentimenti di rispetto di antiche consuetudini familiari, di rispetto interpersonale, di rispetto dell’altrui individualità, e così via – ho sempre creduto e continuerò a credere, malgrado tutto. E quando il rispetto di questi valori non ha trovato concreta attuazione, sicuramente non è dipeso da me, bensì dalla furbizia altrui. Intelligenti pauca! Può dormire tranquillo chi – pur di dare sfogo ad una sorta di libido senile – cinicamente calpesta tutto e tutti, uomini e valori, consuetudini e cultura cristiana? E’ da tempo che mi premeva di esternarLe quanto detto: la Sua furiosa reazione – circostanza risultata singolare a chi La conosce - alle perplessità da me espresse in ordine a vicende consiliari mi ha dato l’opportunità di farlo, alla luce del sole come è mia abitudine. E La ringrazio. Torniamo per un attimo in aula (questa volta consiliare): la situazione legata all’affidamento (modalità e tempi) dell’incarico professionale per la riqualificazione di Piazza Umberto e la gestione del sito web del Comune di Atripalda in me (e non solo in me) hanno suscitato dubbi e preoccupazione, per Lei tutto sarebbe normale ed ortodossamente corretto. E chi non la pensa come Lei non direbbe la verità, cioè direbbe il falso. Bene: sono pronto a sottopormi al giudizio di un jury d’onore lasciando a Lei la facoltà di scegliere i padrini. Ad un solo patto: chi esce perdente abbia la cultura democratica di lasciare l’aula consiliare. Nell’interesse di Atripalda.

DISCUTIBILE GESTIONE DELL'ASSISE CONSILIARE

06.12.2002

AL SIGNOR
MINISTRO DELL’INTERNO
ROMA

AL SIGNOR
PREFETTO
AVELLINO

 

Con vivo rammarico devo segnalare alla Loro autorevole attenzione il comportamento del Sindaco di Atripalda, dott.ssa Carmela Rega, che nella qualità di Presidente dell’Assemblea consiliare ha consentito nella seduta del 4 u.s. al capogruppo dell’Ulivo, dottor Gerardo Capaldo, di pronunziare, in sede di replica ad un'interrogazione, espressioni offensive e lesive della mia dignità di Consigliere comunale. Contravvenendo a quanto espressamente indicato dall’art. 30 (comma 1°) del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale (“Se un Consigliere Comunale pronunzia parole ingiuriose all’indirizzo di qualcuno dei Colleghi, il Presidente può richiamarlo. Ove il Consigliere dovesse persistere in simile atteggiamento, il Presidente può censurarlo sospendendo unitamente, se lo ritiene opportuno, la seduta”), il Presidente-Sindaco – palesando scarsa dimestichezza con le regole dell’Assemblea e manifestando forma mentis di parte – ha permesso all’esponente dell’Ulivo di sciorinare una terminologia impropria e per nulla rispettosa delle Istituzioni e di chi in esse opera in virtù del mandato ricevuto dagli elettori, sia pure dai banchi della minoranza. Riservandomi di esaminare in altra sede il comportamento del Consigliere Capaldo, invito il Signor Ministro dell’Interno a verificare se nella condotta avuta dal Sindaco-Presidente Rega non si debba ravvisare un modus agendi omissivo ed in quanto tale inidoneo alla gestione democratica di un’assemblea elettiva.

MESSA IN SICUREZZA DI ANTICHI EDIFICI

02.11.2002

Preg.mo
Signor Sindaco
Atripalda

I tragici fenomeni tellurici che hanno investito il Molise ed in particolare il comune di San Giuliano di Puglia, provocando la strage di tanti bambini, impongono agli amministratori degli Enti locali di monitorare le strutture edilizie presenti sul territorio di competenza. Iniziativa questa che, sulla scorta delle conoscenze che si hanno in ordine alla genesi dei terremoti e nell’ottica della prevenzione antisismica, risulta l’unico strumento statisticamente valido per contenere danni e lutti. Le considerazioni rassegnate all’opinione pubblica da autorevoli esponenti del mondo scientifico a poche ore da questa nuova tragedia mi inducono a chiederLe di attivare, tramite l’Ufficio tecnico del Comune, strumenti e mezzi per un’attenta e rigorosa verifica di quelle strutture, pubbliche e private, che non avendo riportato in occasione del sisma del 23 novembre 1980 danni irreparabili e comunque tali da richiedere la demolizione e la riedificazione antisismica, sono state dichiarate “agibili” in forza di interventi che, alla luce delle nuove esperienze tecnico-scientifiche acquisite dal comparto edilizio, potrebbero risultare insufficienti a garantire la sicurezza dei cittadini. In modo particolare, richiamo la Sua attenzione sullo status dell’edificio sito in Piazza Umberto n. 50. In detto edificio, sottoposto all’indomani del sisma del 1980 ad interventi di riattazione sulla base della famosa “ordinanza 80”, di recente sono stati registrati fenomeni di cedimento di solai. Ritengo, pertanto, che sia oppotuno: a) redigere la mappa anagrafica dell’attuale patrimonio edilizio di Atripalda; b) attivare la procedura per porre in sicurezza, con    interventi di adeguamento antisismico, gli edifici realizzati prima dell’entrata in vigore della normativa che fa obbligo di adottare   particolari accorgimenti di costruzione; c) esaminare il livello statico e l’aspetto dinamico di edifici che  palesano evidenti sintomi di vetustà, a partire dagli immobili di competenza dell’IACP; d) controllare se le unità ricostruite sulla base della L. 219/81 sono in regola sul piano della certificazione attestante agibilità ed abitabilità; e) accertare l’entità e la regolarità tecnico-amministrativa delle “modifiche” strutturali effettuate   all’interno delle unità condominiali. Tanto si chiede a tutela dell’incolumità della popolazione.