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MERCATO - LETTERA APERTA
AL SINDACO |
25 novembre 2003
Preg.mo
Signor Sindaco
ATRIPALDA
Alla vigilia della
delocalizzazione del mercato del giovedì in contrada Santissimo avverto la
necessità – in qualità di Suo antagonista diretto nelle elezioni del maggio 2002
– di significarLe le mie perplessità in ordine al provvedimento adottato dalla
Giunta da Lei presieduta e forse da altri concepito. Mi rivolgo a Lei attraverso
la stampa visto che non si è ritenuto doveroso sottoporre al vaglio dell’aula
consiliare un argomento tanto sentito dalla popolazione della nostra Città,
contravvenendo così facendo ad una specifica legge regionale (la n. 1 del 7
gennaio 2000) la quale recita testualmente: “Il trasferimento di un mercato
nell’ambito del territorio comunale, la modifica della composizione
dell’organico, la diminuzione del numero dei posteggi, la diminuzione della
periodicità nonché la variazione del giorno in cui si effettua il mercato, sono
deliberati dal Consiglio comunale con le stesse modalità previste per
l’istituzione di nuovi mercati”. Sarebbe stato logico pervenire al
provvedimento in oggetto sulla scorta di una specifica delibera consiliare, dopo
aver ascoltato – con procedura collegiale – le categorie interessate, a partire
dai cittadini di contrada Santissimo destinatari inermi di un atto municipale
illogico, intempestivo e quindi incomprensibile. Così non è stato e da qui
sorgono i dubbi sulla correttezza del provvedimento stesso che nei fatti
realizza la delocalizzazione della fiera. Sostenere cosa contraria è
semplicemente un espediente di basso conio. Se il trasferimento del mercato
fosse legato – come si dice da parte di esponenti della maggioranza consiliare
- all’ipotizzata ristrutturazione di Piazza Umberto, il provvedimento avrebbe
una ratio ben comprensibile e condivisibile; poiché il cantiere non aprirà i
battenti in tempi brevi, l’atto adottato è, sul piano politico, viziato ad
substantiam, fino ad apparire arbitrario ed audace al tempo stesso. Arbitrario
in quanto, come detto, non gode del prescritto voto del Consiglio comunale,
audace in quanto è motivo di malessere se non addirittura di turbativa per il
quartiere cittadino coinvolto in questa singolare vicenda che, condotta fin
dalle prime battute con molta superficialità ed approssimazione dal Suo
Assessore al Commercio, è destinata ad alimentare polemiche nella nostra
comunità. Lei, come sindaco della Città, del malessere che il provvedimento sta
generando tra i cittadini ed i commercianti dovrebbe pur farsi carico, non
fosse altro che per la Sua provenienza da un’antica famiglia che ha contribuito
– insieme ad altri operatori del settore – a rendere prestigioso nell’intera
provincia il comparto del commercio atripaldese. Il provvedimento – illogico in
quanto non sorretto dall’urgenza – risulta persino assurdo se si considera che
viene posto in campo alla vigilia della stagione natalizia che rappresenta per i
commercianti - come Lei pur dovrebbe sapere proprio per la Sua familiarità con
tale categoria - il momento finale di un intero anno lavorativo, fatto di
rischi e problemi di varia natura, al quale si guarda con comprensibile
attenzione. L’ipotizzata delocalizzazione, quindi, ottiene due obiettivi: turba
la gente di contrada Santissimo e penalizza gli storici commercianti che operano
in Piazza Umberto e dintorni. Mi chiedo e Le chiedo: si è resa conto di quello
che sta facendo? Si è resa conto che è stata indotta a condividere un
provvedimento che – legato solo apparentemente all’apertura del cantiere in
Piazza Umberto – in realtà è finalizzato a togliere il mercato del giovedì dalla
sua storica sede? La prudenza dovrebbe indurLa, con un atto che sicuramente
sarebbe apprezzato dall’opinione pubblica, a riconsiderare la decisione
arbitrariamente ed incautamente adottata. Le anticipo che giovedì prossimo
verranno depositate presso gli uffici comunali le firme di circa mille cittadini
di Atripalda che hanno risposto all’appello del comitato che ha promosso il
referendum consultivo sul futuro del mercato del giovedì. Questa circostanza
dovrebbe di per sé spingerLa – se crede nei valori della democrazia e se il Suo
mandato di Primo cittadino è libero da lacci e laccioli – a ritirare il
provvedimento che da qui a qualche ora dovrebbe diventare operativo ed a
rinviarne l’applicazione di qualche mese. Nell’esprimere solidarietà ai
cittadini di Contrada Santissimo ed ai commercianti di Atripalda, confido in
quella diligenza che chi ha l’onore e l’onere di guidare una città deve porre
alla base di ogni azione amministrativa.
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MERCATO - SIGNOR PREFETTO
E' TUTTO IN REGOLA? |
25 novembre 2003
SIGNOR PREFETTO
AVELLINO
Con delibera n. 121 del 4 agosto 2003 (“Organizzazione
provvisoria mercati settimanali”), la Giunta comunale di Atripalda ha disposto
il trasferimento del “mercato del giovedì” da Piazza Umberto in contrada
Santissimo. Il provvedimento - che sarà operativo a partire dal 27 prossimo - è
in palese contrasto con quanto prescritto dall’art. 38 della L.R. n. 1 del 7
gennaio 2000 che testualmente recita: “Il trasferimento di un mercato
nell’ambito del territorio comunale, la modifica della composizione
dell’organico, la diminuzione del numero dei posteggi, la diminuzione della
periodicità nonché la variazione del giorno in cui si effettua il mercato, sono
deliberati dal Consiglio comunale con le stesse modalità previste per
l’istituzione di nuovi mercati”. Nella fattispecie, quindi, il provvedimento
municipale, che nei fatti realizza una modifica sostanziale del mercato in
assenza di comprovate esigenze, risulta privo del prescritto voto dell’aula
consiliare.Sottopongo alla Sua attenzione la questione per eventuali
provvedimenti di Sua specifica competenza.Con osservanza.
28 ottobre 2003
ALLA GIUNTA MUNICIPALE
COMUNE DI ATRIPALDA
Unicamente singolare la replica, o presunta tale, che il sindaco di
Atripalda ha inteso dare alla richiesta di spiegazioni da me avanzata
quale capogruppo di Forza Italia – Alleanza Nazionale in ordine alla
mancata comunicazione all’aula dell’istanza del consigliere Capozzi di
rinviare – compatibilmente con le esigenze dell’Ente – la discussione di
argomenti riguardanti il bilancio perché impossibilitato a prendere parte
alla seduta consiliare del 20 ottobre scorso in quanto febbricitante.
Il sindaco Rega, nella risposta fornitami e ritenuta di vitale importanza
per la vita dell’Ente tanto da essere inserita nella sezione “comunicati”
del sito web del Comune, in buona sostanza dice questo: il consigliere
Capozzi avrebbe dovuto formalizzare la richiesta per iscritto, sia pure
via fax, e non con una telefonata raccolta dal vice sindaco, definito da
Rega – indubbiamente con scarsa eleganza - “interposta persona”; il
consigliere Capozzi, comunque, avrebbe dovuto avanzare la richiesta
direttamente al Sindaco, conoscendone il numero di cellulare. Non essendo
avvenuto tutto ciò, Rega amenamente conclude: “La comunicazione telefonica
e per interposta persona mi ha resa perplessa nel dover dare consistenza
ufficiale a quanto appreso”.
Al sindaco Carmela Rega va ricordato che il Consigliere Capozzi
impossibilitato a faxare perché bloccato a casa (peraltro “senza
preavviso”) dall’influenza - ha avanzato la richiesta di rinvio
contattando telefonicamente gli uffici comunali e, verificata l’assenza
del Primo cittadino (circostanza da sempre ricorrente), ha trasferito la
richiesta al vice sindaco e non certamente all’usciere. Quindi la storia
del fax del Comune o del cellulare privato del sindaco cui il consigliere
Capozzi avrebbe dovuto inoltrare l’istanza non sta né in cielo né in
terra, ma semplicemente nella scarsa cultura di governo di questo sindaco
che tale è non per vocazione ma per… devozione.
Poco rispettoso del Consiglio comunale (al quale, comunque, avrebbe dovuto
trasmettere la richiesta di rinviare l’esame di argomenti finanziari
avanzata da Capozzi), poco rispettoso del Consigliere comunale, poco
rispettoso persino dello stesso vice sindaco considerato addirittura
“interposta persona”, al Sindaco di Atripalda chiediamo di spiegare come
mai il contenuto della sua replica è sovrapponibile a quella riversata
alla stampa qualche giorno prima dal capogruppo dell’Ulivo Gerardo Capaldo
(che in fatto di rispetto per il ruolo del vice sindaco ha poco da
imparare dal Primo cittadino…) e dovrebbe dire come mai la risposta alla
richiesta di chiarimenti in ordine a quanto accaduto porta la data del 25
ottobre, giorno di chiusura – perché sabato - degli uffici municipali.
Quando definimmo questo Primo cittadino dell’Ulivo come il “sindaco del
copia e incolla” evidentemente non si era in errore.
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POCO RISPETTO DEL
CONSIGLIO COMUNALE |
22 ottobre 2003
Preg.mo
Signor Sindaco
ATRIPALDA
In occasione della seduta consiliare del 20 ottobre u.s. erano assenti –
come Lei ricorderà – i Consiglieri Sergio Capaldo, Carmine Capozzi e
Attilio Strumolo impediti a partecipare ai lavori dell’assise cittadina da
motivi di forza maggiore.
Il Consigliere dott. Carmine Capozzi, qualche ora prima dell’inizio dei
lavori consiliari, sentì il dovere, nel rispetto delle Istituzioni, di
significare personalmente al Vice Sindaco - essendo Lei assente da Palazzo
di Città - di non poter prendere parte al Consiglio comunale, avanzando al
tempo stesso la richiesta di rinviare ad altra seduta la discussione in
ordine agli argomenti relativi al bilancio comunale per poter fornire
all’Amministrazione il suo contributo tecnico. Sempre il consigliere
Capozzi invitò il Vice Sindaco a comunicare quanto sopra a Lei e quindi
all’assise.
Delle istanze del consigliere Capozzi non venne data informazione alcuna
all’assemblea tanto che – in sede di interventi riservati ai Consiglieri,
al termine della discussione degli argomenti iscritti all’o.d.g. –
avvertii la necessità, in qualità di capogruppo consiliare di Forza
Italia–Alleanza Nazionale, di giustificare l’assenza del Consigliere
Capozzi e degli altri due colleghi di gruppo, intendendo così rimediare
alla clamorosa omissione della Presidenza dell’assemblea.
Quale spiegazione dare al Suo silenzio in aula? Due le ipotesi
inizialmente formulate: o il Vice Sindaco non Le avrebbe trasferito il
messaggio e la richiesta del consigliere Capozzi o Lei, volutamente,
avrebbe ignorato messaggio e richiesta.
Si dà il caso, però, che il consigliere Capozzi ha accertato personalmente
che il Vice Sindaco Le trasmise la comunicazione ricevuta. Pertanto, mi
corre l’obbligo - in qualità di capogruppo consiliare di Forza
Italia-Alleanza Nazionale - di chiederLe spiegazioni convincenti del Suo
anomalo e quindi discutibile comportamento che, irriguardoso nei confronti
di un componente del Consiglio comunale e dell’intero Consiglio comunale,
ha posto lo stesso Vice Sindaco in una situazione alquanto imbarazzante
per non essere stato in grado, comunque, di dare seguito alla
comunicazione del consigliere Capozzi.
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E' "SICURO"
PALAZZO DI BENEDETTO? |
23 giugno
2003
Preg.mo
Signor Sindaco
ATRIPALDA
Le rimetto, per Sua opportuna conoscenza, il documento (raccomandata r.r.)
che la proprietaria (Signora Edda Di Benedetto) dell’unità immobiliare
condotta in locazione da Alleanza Nazionale ha fatto pervenire al
Presidente cittadino di detto partito politico. L’unità immobiliare in
questione fa parte del condominio di Piazza Umberto contrassegnato con il
numero civico 50.
Alla luce di quanto esposto dalla Signora Di Benedetto, evidentemente
sulla base dei risultati di perizie tecniche, si evince che l’intero
immobile – nel quale di recente sono stati registrati fenomeni di
cedimento di solai - si trova in condizioni tali da non offrire
sufficienti garanzie per la pubblica incolumità. Situazione questa che
avevo già sottoposto alla Sua attenzione con corrispondenza del 2 novembre
2002.
Pertanto, a prescindere da quanto deciderà l’assemblea condominiale di
detto immobile, ritengo che l’Amministrazione comunale debba con urgenza,
in attesa di eventuali ulteriori accertamenti da parte dell’Ufficio
Tecnico, delimitare la superficie della piazza da riservare all’uso
pubblico, a cominciare dallo svolgimento del mercato di giovedì prossimo.
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MANCATA
ATTUAZIONE DELLO STATUTO COMUNALE |
05.05.2003
Preg.mo
Signor Procuratore della Repubblica
Tribunale di Avellino
AVELLINO
Preg.mo
Signor Ministro dell’Interno
ROMA
p.c. Preg.mo
Signor Sindaco
ATRIPALDA
p.c. Preg.mo
Signor Prefetto
AVELLINO
Il Comune di Atripalda, a distanza di oltre un anno dall’adozione dello
Statuto, ancora non dispone del regolamento per lo svolgimento dei
referendum popolari, come espressamente previsto dal Testo unico delle
leggi sull'ordinamento degli Enti locali.
La Commissione per gli Affari Istituzionali del Comune, legittimata a
redigere il regolamento in oggetto, è stata istituita con delibera
consiliare n. 42 del 15 ottobre 2002: soltanto in data 4 marzo 2003 si è
provveduto alla sua costituzione da parte dell’Amministrazione comunale.
Il 4 aprile u.s., dopo analoghe richieste fatte in Consiglio comunale, ho
invitato formalmente il Sindaco, con diffida, ad attivare in tempi brevi i
necessari strumenti amministrativi per consentire ai cittadini di
intraprendere iniziative referendarie.
Il 16 aprile u.s., al termine di una seduta consiliare, il Sindaco, in
ordine all’attività della Commissione per gli Affari Istituzionali, mi ha
significato con documento scritto testualmente: “Al più presto sarà
convocata per poter iniziare i propri lavori”.
A tutt’oggi non si ha notizia della preannunciata convocazione.
Risulta, comunque, anomalo il comportamento del Sindaco di Atripalda che,
dopo oltre sei mesi dall’avvenuta istituzione, non ha reso ancora
operativa la Commissione per gli Affari Istituzionali. Tale comportamento
– di cui è stata data notizia scritta al signor Prefetto di Avellino -
confligge con le elementari norme di democrazia e appare ancora più grave
se si considera che i gruppi di minoranza consiliare (che sono espressione
di una maggioranza di elettori atripaldesi superiore alla maggioranza
consiliare del Sindaco) hanno espresso, come risulta dai verbali
consiliari, la volontà di ricorrere alla consultazione popolare in ordine
ad un determinato argomento di natura urbanistica che è stato oggetto di
ampia discussione in città. Non è stato possibile fino adesso porre in
essere la suddetta iniziativa a causa del comportamento del Sindaco di
Atripalda, che – nel frattempo – potrà dare corpo all’ipotizzato disegno
urbanistico, dimostrando di non aver in alcuna considerazione quanto
emerso nel corso del dibattito consiliare.
Si rimette quanto sopra alle Autorità in indirizzo perché valutino se nel
comportamento del Sindaco di Atripalda non debbano ravvisarsi inquietanti
motivi omissivi ed ostruzionistici, incompatibili con la tutela della
democrazia, il rispetto delle minoranze consiliari e l’osservanza della
legalità.
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PAR CONDICIO SUL
SITO WEB DEL COMUNE |
30.12.2002
Preg.mo
Signor Sindaco
ATRIPALDA
In relazione alla risposta fornita all’interpellanza presentata il 4
settembre u.s. in ordine alla gestione del sito web del Comune, nel
prendere atto della Sua volontà di assicurare alla minoranza un’adeguata
presenza in questo innovativo strumento di comunicazione gestito dall’Ente
locale, mi permetto di rappresentarLe l’opportunità di allestire per tutti
i Consiglieri comunali una scheda personale (profilo: in termini tecnici)
nella quale, unitamente alle informazioni di carattere politico e
professionale, trovino spazio:
1) le iniziative consiliari (interpellanze e interrogazioni) del
Consigliere;
2) l’eventuale recapito telefonico del Consigliere;
3) l’eventuale indirizzo di posta elettronica del Consigliere;
4) gli eventuali link di siti web gestiti dal Consigliere.
Quanto indicato è in sintonia con l’impostazione di moltissimi siti web
comunali e non rappresenta un onere gravoso per il webmaster che – una
volta archiviata la scheda-base dei singoli Consiglieri – potrà aggiornare
la stessa con link che in rete richiamino documenti (interpellanze e
interrogazioni) già digitati o acquisiti con scanner da operatori di altro
servizio istituzionale.
In omaggio alla comune volontà di operare nel rispetto della par condicio,
elemento di primaria importanza per la corretta e democratica gestione
dell’Ente, Le significo la mia disponibilità a fornire al webmaster
indicazioni di natura redazionale utili ai fini di una corretta
impostazione di questa importante finestra del “nostro” sito web comunale.
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NERVOSISMO DI CHI E' GIUNTO AL CAPOLINEA |
07.12.2002
LETTERA APERTA AL CAPOGRUPPO DELL’ULIVO
GERARDO CAPALDO
Sperando di trovarLa con la mente sgombra da comprensibili motivi di
eccitazione, rassegno a Lei, non infallibile capogruppo consiliare
dell’Ulivo atripaldese, ed all’opinione pubblica cittadina qualche
considerazione, sine ira, in ordine al Suo certamente non elegante eloquio
avuto in aula (quella consiliare) e sulle pagine di generosi organi di
informazione. Le dico subito che non rendo pan per focaccia e se Lei
sceglie la strada dell’insulto per controbattere valutazioni e obiezioni
che stranamente La turbano (noto che negli ultimi tempi la Sua reattività
è giunta al diapason), personalmente preferisco attenermi ai fatti. Il Suo
dire - mi consenta: oggettivamente scomposto e permeato di quella
saccenteria posticcia tipica di chi coltiva il gusto di salire in cattedra
per indicare al prossimo la via retta - meriterebbe valutazioni da parte
di entità estranee al dibattito politico; le Sue divagazioni - che nulla
hanno in comune con la corretta sia pure dura e aspra, come è giusto che
sia in democrazia, dialettica parlamentare – potrebbero trovare,
volendolo, ampia cittadinanza in aula (questa volta non consiliare), tanto
esse sono andate oltre la decenza. Si dà il caso, però, che Lei – non
infallibile capogruppo dell’Ulivo, giunto ormai al capolinea politico -
deriva da una famiglia della quale chi Le scrive ha avuto da giovanissimo
l’opportunità di conoscere belle figure, da una famiglia della quale chi
Le scrive da giovane consigliere del Msi ha eletto sindaco di Atripalda un
illustre e stimatissimo esponente, da una famiglia della quale un
amatissimo (dal popolo di Atripalda) rappresentante condivide con chi Le
scrive gli stessi banchi consiliari. E potrei continuare ancora lungo il
sentiero di questi “memento”, sentiero che sicuramente non può condurmi
altrove, laddove cioè il Suo dire per nulla urbano meriterebbe di
approdare. Certi valori – mi perdoni: nobili valori - nascono con l’uomo,
non maturano con l’uomo. In questi valori – e mi riferisco ai sentimenti
di rispetto di antiche consuetudini familiari, di rispetto interpersonale,
di rispetto dell’altrui individualità, e così via – ho sempre creduto e
continuerò a credere, malgrado tutto. E quando il rispetto di questi
valori non ha trovato concreta attuazione, sicuramente non è dipeso da me,
bensì dalla furbizia altrui. Intelligenti pauca! Può dormire tranquillo
chi – pur di dare sfogo ad una sorta di libido senile – cinicamente
calpesta tutto e tutti, uomini e valori, consuetudini e cultura cristiana?
E’ da tempo che mi premeva di esternarLe quanto detto: la Sua furiosa
reazione – circostanza risultata singolare a chi La conosce - alle
perplessità da me espresse in ordine a vicende consiliari mi ha dato
l’opportunità di farlo, alla luce del sole come è mia abitudine. E La
ringrazio. Torniamo per un attimo in aula (questa volta consiliare): la
situazione legata all’affidamento (modalità e tempi) dell’incarico
professionale per la riqualificazione di Piazza Umberto e la gestione del
sito web del Comune di Atripalda in me (e non solo in me) hanno suscitato
dubbi e preoccupazione, per Lei tutto sarebbe normale ed ortodossamente
corretto. E chi non la pensa come Lei non direbbe la verità, cioè direbbe
il falso. Bene: sono pronto a sottopormi al giudizio di un jury d’onore
lasciando a Lei la facoltà di scegliere i padrini. Ad un solo patto: chi
esce perdente abbia la cultura democratica di lasciare l’aula consiliare.
Nell’interesse di Atripalda.
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DISCUTIBILE GESTIONE
DELL'ASSISE CONSILIARE |
06.12.2002
AL SIGNOR
MINISTRO DELL’INTERNO
ROMA
AL SIGNOR
PREFETTO
AVELLINO
Con vivo rammarico devo segnalare alla
Loro autorevole attenzione il comportamento del Sindaco di Atripalda,
dott.ssa Carmela Rega, che nella qualità di Presidente dell’Assemblea
consiliare ha consentito nella seduta del 4 u.s. al capogruppo
dell’Ulivo, dottor Gerardo Capaldo, di pronunziare, in sede di replica
ad un'interrogazione, espressioni offensive e lesive della mia dignità
di Consigliere comunale. Contravvenendo a quanto espressamente indicato
dall’art. 30 (comma 1°) del Regolamento per il funzionamento del
Consiglio comunale (“Se un Consigliere Comunale pronunzia parole
ingiuriose all’indirizzo di qualcuno dei Colleghi, il Presidente può
richiamarlo. Ove il Consigliere dovesse persistere in simile
atteggiamento, il Presidente può censurarlo sospendendo unitamente, se
lo ritiene opportuno, la seduta”), il Presidente-Sindaco – palesando
scarsa dimestichezza con le regole dell’Assemblea e manifestando forma
mentis di parte – ha permesso all’esponente dell’Ulivo di sciorinare una
terminologia impropria e per nulla rispettosa delle Istituzioni e di chi
in esse opera in virtù del mandato ricevuto dagli elettori, sia pure dai
banchi della minoranza. Riservandomi di esaminare in altra sede il
comportamento del Consigliere Capaldo, invito il Signor Ministro
dell’Interno a verificare se nella condotta avuta dal Sindaco-Presidente
Rega non si debba ravvisare un modus agendi omissivo ed in quanto tale
inidoneo alla gestione democratica di un’assemblea elettiva.
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MESSA IN SICUREZZA
DI ANTICHI EDIFICI |
02.11.2002
Preg.mo
Signor Sindaco
Atripalda
I tragici fenomeni tellurici che hanno
investito il Molise ed in particolare il comune di San Giuliano di
Puglia, provocando la strage di tanti bambini, impongono agli
amministratori degli Enti locali di monitorare le strutture edilizie
presenti sul territorio di competenza. Iniziativa questa che, sulla
scorta delle conoscenze che si hanno in ordine alla genesi dei terremoti
e nell’ottica della prevenzione antisismica, risulta l’unico strumento
statisticamente valido per contenere danni e lutti. Le considerazioni
rassegnate all’opinione pubblica da autorevoli esponenti del mondo
scientifico a poche ore da questa nuova tragedia mi inducono a chiederLe
di attivare, tramite l’Ufficio tecnico del Comune, strumenti e mezzi per
un’attenta e rigorosa verifica di quelle strutture, pubbliche e private,
che non avendo riportato in occasione del sisma del 23 novembre 1980
danni irreparabili e comunque tali da richiedere la demolizione e la
riedificazione antisismica, sono state dichiarate “agibili” in forza di
interventi che, alla luce delle nuove esperienze tecnico-scientifiche
acquisite dal comparto edilizio, potrebbero risultare insufficienti a
garantire la sicurezza dei cittadini. In modo particolare, richiamo la
Sua attenzione sullo status dell’edificio sito in Piazza Umberto
n. 50. In detto edificio, sottoposto all’indomani del sisma del 1980 ad
interventi di riattazione sulla base della famosa “ordinanza 80”, di
recente sono stati registrati fenomeni di cedimento di solai. Ritengo,
pertanto, che sia oppotuno: a) redigere la mappa anagrafica
dell’attuale patrimonio edilizio di Atripalda; b) attivare la
procedura per porre in sicurezza, con interventi di adeguamento
antisismico, gli edifici realizzati prima dell’entrata in vigore della
normativa che fa obbligo di adottare particolari accorgimenti di
costruzione; c)
esaminare il livello statico e l’aspetto dinamico di edifici che
palesano evidenti sintomi di vetustà, a partire dagli immobili di
competenza dell’IACP; d) controllare se le unità ricostruite
sulla base della L. 219/81 sono in regola sul piano della certificazione
attestante agibilità ed abitabilità; e) accertare l’entità e la
regolarità tecnico-amministrativa delle “modifiche” strutturali
effettuate all’interno delle unità condominiali. Tanto si chiede a
tutela dell’incolumità della popolazione.
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