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Notizie e cultura della città di Atripalda e dell'Irpinia

Al termine della missione popolare alla Città di Atripalda i frati minori di “S. Maria delle Grazie” hanno rivolto la seguente lettera aperta al sindaco Rega, un documento che, per la fonte da cui proviene, è una dura reprimenda che dovrebbe indurre la Giunta ulivista a riflettere.

Illustrissimo Signor Sindaco e componenti del Consiglio,

“ Comunicare il Vangelo

In questi giorni particolari, per lo scenario mondiale, con lo scoppio di questo nuovo conflitto, abbiamo avuto la fortuna di poter “comunicare il Vangelo” in questa cittadina di Atripalda. A nome dell’intera comunità civile, il Signor Sindaco, accogliendoci, il 12 marzo, ebbe a dirci: “Questi giorni siano di terapia intensiva per la fede”. Bene! Questa mattina abbiamo ultimato la visita a tutte le famiglie della città, molte le abbiamo trovate e ci hanno accolto con entusiasmo, alcune erano assenti o non hanno favorito il dialogo; abbiamo animato quasi 60 Centri di Ascolto, che hanno raccolto circa 800 persone; quattro sere abbiamo incontrato i giovani, con una partecipazione discreta; varie sono state le celebrazioni liturgiche, vissute tutte con interesse, pur se con modesta partecipazione. Il compito affidatoci dai due parroci, i carissimi P. Celestino e Don Enzo, lo abbiamo assolto con entusiasmo e scrupolosità.

Dobbiamo dire grazie a Dio per tutto quello che in questi giorni il Signore ha operato per mezzo di noi, e che domenica sera, con la celebrazione conclusiva, alla presenza del “pastore” della Chiesa locale, affideremo all’intera comunità Cristiana di Atripalda. La nostra parte l’abbiamo fatta.. - .ora tocca a voi! Durante questi giorni visitando le varie realtà atripaldesi abbiamo apprezzato il lavoro che l’Amministrazione compie al servizio e per il bene della comunità. Ma con l’occasione di questo nostro incontro, abbiamo pensato di prestare la nostra “voce” a chi, per ovvi motivi, “non ha voce”. Questa non vuole essere una disamina di eventuali “deficienze” vissute da alcune famiglie, ma l’invito a prendere in giusta considerazione alcune situazioni particolari, che dopo un serio confronto abbiamo ritenuto come “urgenze” che la comunità cristiana, da sola, non può certo risolvere. Forse stiamo sfondando una porta aperta o piuttosto ripetendo cose già dette da altri, per le quali probabilmente, questa Amministrazione ha già avviato un piano risolutivo. La situazione di estrema povertà e disagio vissuta nella Contrada Alvanite ci ha particolarmente colpito. La lontananza dal centro urbano, la situazione di estrema povertà in cui versano molte famiglie, la difficoltà di inserimento di alcune di esse, l’incapacità ad organizzarsi e la tipologia “ghetto” creatasi, certamente non facilita il tenore di vita di queste persone e, soprattutto, la crescita integrale dei tanti ragazzi che abbiamo incontrato. Ci siamo stupiti a sentire che alcuni di essi non frequentano con regolarità la struttura pubblica scolastica, mentre appare assente qualsiasi piano “assistenzialsociale”. Varie le “emergenze” che l’Amministrazione dovrebbe affrontare, certamente in sintonia ed in collaborazione con la realtà parrocchiale. A tal proposito suggeriamo la costituzione di un “Centro Sociale” stabile che, guidato da esperti e volontari, possa favorire l’aggregazione e la promozione di normali condizione di vita, tenendo conto delle varie fasce d’età. L’augurio è che questo nostro “appello” trovi l’accoglienza e il favore di voi tutti.

A Lei Signor Sindaco, il nostro ringraziamento per tutto ciò che, con l’Amministrazione che rappresenta, ha fatto affinché questi giorni di missione fossero vissuti a pieno da tutti e nella disponibilità di ciò che i parroci Le hanno chiesto.

P. Angelo Falco

Atripalda, 21 marzo 2003